Nome dell'autore: romanoleli

Arte – Natura | L’Aquila 2024

L’assenza di mani non è segno di mancanza, ma la conseguenza della continua immersione della stessa materia che esse modellano senza sosta. Le piante coincidono con le forme che inventano: per loro tutte le forme sono declinazioni dell’essere e non del fare o dell’agire.Emanuele Coccia, La vita delle piante, 2020 Per definizione l’orto botanico è un “Giardinocampo sperimentale, che racchiude una collezione di piante vive, indigene ed esotiche, disposte sistematicamente, o secondo criteri ecologici o geografici, con la finalità di conservarle a scopo didattico e di ricerca scientifica”. Un luogo dunque di studio, conservazione e promozione del patrimonio vegetale, anche autoctono, del territorio. L’importanza culturale e storica degli Orti Botanici è ormai oggetto di comune riconoscimento poiché rappresentano un bene fondamentale per i cittadini. L’Orto Botanico, per sua struttura e costituzione, ci ricorda il legame profondo tra l’uomo e le piante.Per tale motivo di pregevole interesse, dopo l’esperienza del 2023, è stata l’ideazione e realizzazione della mostra “Arte – Natura, sculture e installazioni” allestita quest’anno nell’Orto Botanico di Collemaggio, in occasione della quarta edizione di Seminiamo Arte il progetto di rigenerazione civica che trasforma la città de L’Aquila in un museo diffuso.La connessione tra arte e natura è lunga e potente. L’una trova linfa vitale nell’altra e in talune occasioni si rafforzano vicendevolmente, nella reciproca promozione e conservazione, nella ricostituzione di un contesto cittadino che non sia mero abbellimento, ma anche simbiosi di significato e scopo. Sovente nascono progetti artistici ed espositivi con il fine di riqualificare spazi urbani poco frequentati e, inoltre, di coinvolgere la comunità cittadina in una rinnovata presa di coscienza sulla necessità di preservare o ripristinare habitat naturali e sociali. In un momento storico in cui la tutela dell’ecosistema è di vitale importanza, l’arte e la natura possono attuare una feconda collaborazione per realizzare quella sinfonia di bellezza e ispirazione che funga da richiamo all’armonia tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.Il percorso espositivo si snoda lungo tutta l’area dell’Orto Botanico. L’accesso limitrofo alla storica Basilica di Collemaggio, simbolo della città de L’Aquila, dà avvio ad un percorso in discesa che conduce ad una piana in cui sono raccolte specie vegetali rare e autoctone. L’Orto Botanico moderno ha origine proprio dall’antico giardino dei semplici, realizzato all’interno dei monasteri con la funzione di raccogliere quelle tipologie medicamentose difficilmente reperibili. In questo luogo ponte tra l’antica concezione di preservazione della natura e la moderna finalità di conservazione sono state posizionate le opere di sedici artisti contemporanei che rappresentano ciascuno uno spazio di ricerca distinto, coerente in ogni caso con le finalità progettuali.In rapporto con la terra o con le specie arboree, queste opere si adagiano al terreno o agli alberi come in un continuo dialogo che pervade l’intero Orto. La ricerca di ciascuno porta a pensare e lavorare per opposizione o armonia con gli elementi naturali, laddove l’opposizione è moto di denuncia, segnale d’allarme che la natura invia ormai da troppo tempo ad un’umanità, ahimè, spesso sorda. Metallo, marmo, ceramica o vetro sono gli elementi che sostanziano la produzione di molti di loro, laddove si riscontrino anche ricerche artistiche vissute nelle pratiche di recupero o nell’utilizzo di materiale plastico e industriale. Linee e volumi astratti si incontrano con immagini figurativamente identificabili, che appaiono quasi come personaggi fiabeschi immersi in scenari dal sapore onirico. E se per alcuni è imprescindibile la riflessione sulle tragedie che la popolazione de L’Aquila e dell’Abruzzo hanno vissuto nel recente passato, altri usano quell’humus culturale che la propria terra di origine offre per lanciare lo sguardo oltre, come un messaggio che parli all’umanità intera. Chi trova soluzioni formali a un profondo interesse e intensa riflessione su aspetti filosofici ed esistenziali incontra chi sviluppa esiti plastici su elementi essenziali del fare e comporre in scultura. Origini, tradizioni e culture, sociali o religiose, si incontrano in questo ensemble, in cui non c’è timore di far affiorare pratiche e ricerche specifiche, ché nell’insieme delle differenze è la ricchezza dei popoli.Così come l’Orto Botanico raccoglie specie rare e diverse per mantenerle, preservarle e promuoverle nello studio, ugualmente la polifonia di intenti ravvisabili nelle opere  che compongono la mostra vuole significare e restituire la multiforme ricchezza del patrimonio creativo umano. E questa varietà è  forse proprio simbolo di quel legame, spesso inosservato ma solido e indissolubile, che ricongiunge l’umano al naturale.Perché “natura” non designa quel che precede l’attività dello spirito umano, né ciò che si oppone alla cultura, ma ciò che permette a ogni cosa di nascere e divenire, il principio e la forza responsabili della genesi e della trasformazione di qualsiasi oggetto, cosa, entità o idea che esiste, è esistito o esisterà. (Emanuele Coccia, La vita delle piante, 2020) Giulia Del Papa Read More

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Seconda Pelle | Argenta – 2024

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Argenta, in collaborazione con Capit Ravenna, sono lieti di presentare “Seconda Pelle”, la mostra personale dell’artista Romanoleli, curata da Mariano Cipollini. Un’esposizione rivelatrice e complessa ospitata al piano superiore del Mercato Centro Culturale Arte Contemporanea, che si terrà dal 27 aprile al 2 giugno 2024, con un’inaugurazione prevista per sabato 27 aprile dalle 17:30 alle 20:30.“Seconda Pelle” si propone di esplorare il processo articolato attraverso il quale il pensiero si manifesta e si evolve, prendendo forma e sostanza. Romanoleli offre un’esperienza artistica che affonda le sue radici nella comprensione delle diversità e delle complessità dell’espressività umana, esplorando le molteplici variabili che plasmano la nostra percezione e il nostro vissuto personale.L’artista, con una profonda riflessione sulla struttura stessa del pensiero e sulla sua trasformazione in opera, conduce una ricerca intuitiva che si esprime attraverso la percezione della forma. Le opere esposte rappresentano un passo ulteriore nell’analisi dei temi che lo rappresentano fin dall’origine; lo caratterizzano in una maturità che si traduce nella capacità di esplorare non solo i sentieri narrativi ma anche le possibilità di evoluzione formale e estetica, dilatando il concetto stesso di bellezza.La mostra testimonia il consolidamento di una personalità riservata e sensibile sedimentata nel tempo, senza confinarla in un processo narrativo esclusivamente cronologico. La chiarezza e la linearità degli intenti di Romanoleli si traducono in un linguaggio riconoscibile, libero da sovrastrutture e focalizzato sulla nitidezza narrativa svelando una percezione innovativa nella quale colore e luce plasmano forme e volumi.Materializzando sovrapposizioni di dimensioni mutevoli, Romanoleli esplora la relazione tra l’oggetto creato e il suo vissuto personale, opere che evocano segni primordiali, ‘stratificazioni epidermiche’ che si trasformano in un rapporto emotivo storicizzato.L’opera di Romanoleli si rivela come un delicato equilibrio tra percezione visiva e struttura portante, un intreccio di velature con un significativo valore sperimentale.L’artista ci propone un viaggio nella complessità del suo pensiero, un’esplorazione dei confini della percezione umana attraverso una ricerca estetico-visiva che utilizza sapientemente materiali differenti trasformandone le coordinate rappresentative.

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Seconda Pelle | Roma – 2023

AAIE Center for Contemporary Art è lieto di presentare “Seconda Pelle”, la mostra personale dell’artista Romanoleli, curata da Mariano Cipollini. Un’esposizione affascinante e complessa che si terrà dal 6 dicembre 2023 al 11 febbraio 2024, con un’inaugurazione prevista per Mercoledì 6 dicembre dalle 18:00 alle 21:00. “Seconda Pelle” si propone di esplorare il processo articolato attraverso il quale il pensiero si manifesta e si evolve, prendendo forma e sostanza. Romanoleli offre un’esperienza artistica che affonda le sue radici nella comprensione delle diversità e delle complessità dell’espressività umana, esplorando le molteplici variabili che plasmano la nostra percezione e il nostro vissuto personale.L’artista, con una profonda riflessione sulla struttura stessa del pensiero e sulla sua trasformazione in opera, conduce una ricerca intuitiva che si esprime attraverso un linguaggio artistico unico. “Seconda Pelle” rappresenta un passo ulteriore nel percorso artistico di Romanoleli, caratterizzato da una maturità che si traduce nella capacità di esplorare non solo i sentieri narrativi ma anche le possibilità di evoluzione formale e estetica, semplificando il concetto stesso di bellezza.La mostra testimonia il consolidamento di un percorso artistico intriso di esperienze sedimentate nel tempo, senza essere confinato da un preciso ordine cronologico. La chiarezza e la linearità degli intenti di Romanoleli si traducono in un linguaggio artistico riconoscibile, libero da sovrastrutture e focalizzato sulla nitidezza narrativa.”Seconda Pelle” svela una visione artistica in cui l’uso sapiente del colore e della luce plasma forme e volumi, materializzando sovrapposizioni di dimensioni mutevoli. Romanoleli esplora la relazione tra l’oggetto artistico e il suo vissuto personale, creando opere che evocano reperti primordiali, stratificazioni epidermiche che si trasformano, evocando un rapporto emotivo con lo spettatore. L’opera di Romanoleli si rivela come un delicato equilibrio tra percezione visiva e struttura portante, un intreccio di velature che si svelano nell’evoluzione della visione artistica, testimonianze materiali di un valore sperimentale significativo.”Seconda Pelle” rappresenta un’immersione nella complessità del pensiero artistico di Romanoleli, un’esplorazione dei confini della percezione umana attraverso una ricerca visiva che mescola sapientemente materiali differenti, plasmando un’esperienza artistica unica e coinvolgente. 

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RI-VELATO | L’Aquila – 2023

RI-VELATO, due artisti: storie differenti. Scelgono di raccontarsi in uno spazio minimo, con determinazione identitaria, tralasciando il superfluo interlocutorio. Investendo unicamente sulla conoscenza, depositaria di vite vissute, costruiscono l’oggetto narrante che, portato alla nostra attenzione, diventa probabile vettore disposto a rappresentarci. Lavori, parti essenziali di tessuto connettivo che identificano sia l’uomo che l’artista. Trasparenze tanto visive quanto concettuali, pronte a svelarci modalità e criteri per accedere alla comprensione delle rispettive esigenze poetiche: altrettanto pronte, all’unisono, nel ri-velare con discrezione il già detto, se i criteri interpretativi che andremmo a utilizzare non dovessero soddisfare l’onestà intellettuale di cui tanto avvertiamo la mancanza. (Cit. Mariano Cipollini) Armando Gioia, è un artista formatosi all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. La sua ricerca predilige la tridimensionalità, nelle sue opere si percepisce un forte senso degli equilibri strutturati e delle relazioni ordinative geometriche. Nel 1986 e 87, con Fabio Mauri, partecipa alla “Gran Serata Futurista 1909-1930 ” al Teatro Goldoni di Venezia e alla rassegna “L’immagine. Arte, scienza, teoria”. Ha partecipato alle maggiori rassegne e premi abruzzesi da ‘Alternative attuali’ all’Aquila al Premio Internazionale di Pittura F.P. Michetti di Francavilla (Ch). Romanoleli, di origini campane, abruzzese d’adozione, autodidatta, si è sempre occupato di arti visive. Reduce da una personale tenutasi da novembre a dicembre ’22 al Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, espone a l’Aquila lavori inediti in continuità con la stagione poetica già avviata con ‘Esercizi di memoria’ sempre a cura di Mariano Cipollini.L’esperienza maturata negli anni lo ha portato a intensificare l’interesse per la percezione visiva, ricorrendo a tecniche miste che uniscono tessuto, colore, materiali di sintesi e tecnologici. Sovrapposizioni che gli consentono di modificare il concetto stesso di volume.  

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Esercizi di Memoria | Pescara – 2022

La supremazia dell’apparire, favorita dall’immediatezza della comunicazione visiva legata spesso alle nuove tecnologie, velocizza in maniera esponenziale i percorsi canonici delle interpretazioni e divulgazioni delle espressioni artistiche.  I processi sperimentali culturali e relazionali intesi come conquiste della conoscenza e del libero creare, dirottati in alcuni casi su corsie esemplificative costruite sull’appiattimento culturale, subiscono un “alleggerimento” di non poco conto.  Non importa se il contenuto è facilmente deteriorabile, l’essenziale è che sia di immediato impatto, di rapido accesso e, volendo, facilmente sostituibile. Esercizi di memoria, rassegna di opere di Romanoleli, al contrario, ci dà un chiaro segnale di quanto la necessità narrativa, la sedimentazione temporale dei processi culturali eludendo le richieste di pura facciata, siano fondamentali nel suo lavoro e nella costruzione di un pensiero rinnovatore.  Processi culturali frutto di percorsi innovativi legati a doppio filo con la memoria storica e la rilettura critica, fondamentali per raccontare e raccontarci. Così facendo ristabilisce una connessione e una consequenzialità tra le sperimentazioni presenti nelle sue opere e le relazioni trasversali delle esperienze artistiche passate. La mostra accolta nello Spazio Arte del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara coordinato da Alessandra Moscianese e visitabile dal 26 novembre al 11 dicembre 2022 focalizza l’attenzione proprio su queste tematiche sia da un punto di vista strutturale sia da quello storico rappresentativo. Il percorso espositivo è un chiaro esempio di elaborazioni che hanno radici lontane. Partendo da una robusta conoscenza delle esperienze artistiche dalla seconda metà degli anni cinquanta del novecento,  approfondisce e indaga i rapporti relazionali tra segno e colore, percezione visiva e composizione formale.  Non si preoccupa di quanto le tracce delle sue analisi possono ricondurci a esperienze precedenti che, ben lungi dall’essere citazioni, vivono una nuova rievocazione creativa.  Scansioni essenziali che servono da palinsesto per sviluppare nel tempo l’intimo colloquio della narrazione poetica. I lavori presentati cercano di realizzare un ex novo che contenga tutto il bagaglio conoscitivo che gli appartiene, non come mera rievocazione dei fatti, ma come possibile strada espressiva che coniughi memoria e invenzione. Sovrapposizioni di significazioni che, sommandosi, di fatto ci restituiscono un insieme in cui colore, luce e segno si traducono in credibili nuove visioni. Cromatismi che assurgono a spessori  volumetrici incorporei ma sostanzialmente tangibili. Materiali differenti che non rinnegano la loro natura d’origine. Fondendosi tra loro, per via dei colorismi d’elezione, generano sovrapposizioni che ne determinano nuove figurazioni votate a personali quanto riconoscibili immagini iconiche. I rinnovati contorni stilistici in cui il segno, inteso come traccia e confine tra superfici differenti, vive e ne esco protagonista. Opere, evidenti percorsi creativi aggiuntivi al già detto. Evidenti dimostrazioni di quanto la creatività dell’artista, frutto di riflessione e sperimentazione, incontrando le esperienze passate, generi sostanza indenne dalla deteriorabilità del tutto e subito. Un insieme che riesce a sottolineare quanto le profonde conoscenze dei contenuti e le maestrie gestuali esecutive che gli appartengono, non possono che stabilire una più ampia equivalenza tra le indagini storiche e le progressive necessità narrative del loro autore. 

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