L’assenza di mani non è segno di mancanza, ma la conseguenza della continua immersione della stessa materia che esse modellano senza sosta. Le piante coincidono con le forme che inventano: per loro tutte le forme sono declinazioni dell’essere e non del fare o dell’agire.
Emanuele Coccia, La vita delle piante, 2020
Per definizione l’orto botanico è un “Giardinocampo sperimentale, che racchiude una collezione di piante vive, indigene ed esotiche, disposte sistematicamente, o secondo criteri ecologici o geografici, con la finalità di conservarle a scopo didattico e di ricerca scientifica”. Un luogo dunque di studio, conservazione e promozione del patrimonio vegetale, anche autoctono, del territorio. L’importanza culturale e storica degli Orti Botanici è ormai oggetto di comune riconoscimento poiché rappresentano un bene fondamentale per i cittadini. L’Orto Botanico, per sua struttura e costituzione, ci ricorda il legame profondo tra l’uomo e le piante.
Per tale motivo di pregevole interesse, dopo l’esperienza del 2023, è stata l’ideazione e realizzazione della mostra “Arte – Natura, sculture e installazioni” allestita quest’anno nell’Orto Botanico di Collemaggio, in occasione della quarta edizione di Seminiamo Arte il progetto di rigenerazione civica che trasforma la città de L’Aquila in un museo diffuso.
La connessione tra arte e natura è lunga e potente. L’una trova linfa vitale nell’altra e in talune occasioni si rafforzano vicendevolmente, nella reciproca promozione e conservazione, nella ricostituzione di un contesto cittadino che non sia mero abbellimento, ma anche simbiosi di significato e scopo. Sovente nascono progetti artistici ed espositivi con il fine di riqualificare spazi urbani poco frequentati e, inoltre, di coinvolgere la comunità cittadina in una rinnovata presa di coscienza sulla necessità di preservare o ripristinare habitat naturali e sociali. In un momento storico in cui la tutela dell’ecosistema è di vitale importanza, l’arte e la natura possono attuare una feconda collaborazione per realizzare quella sinfonia di bellezza e ispirazione che funga da richiamo all’armonia tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda.
Il percorso espositivo si snoda lungo tutta l’area dell’Orto Botanico. L’accesso limitrofo alla storica Basilica di Collemaggio, simbolo della città de L’Aquila, dà avvio ad un percorso in discesa che conduce ad una piana in cui sono raccolte specie vegetali rare e autoctone. L’Orto Botanico moderno ha origine proprio dall’antico giardino dei semplici, realizzato all’interno dei monasteri con la funzione di raccogliere quelle tipologie medicamentose difficilmente reperibili. In questo luogo ponte tra l’antica concezione di preservazione della natura e la moderna finalità di conservazione sono state posizionate le opere di sedici artisti contemporanei che rappresentano ciascuno uno spazio di ricerca distinto, coerente in ogni caso con le finalità progettuali.
In rapporto con la terra o con le specie arboree, queste opere si adagiano al terreno o agli alberi come in un continuo dialogo che pervade l’intero Orto. La ricerca di ciascuno porta a pensare e lavorare per opposizione o armonia con gli elementi naturali, laddove l’opposizione è moto di denuncia, segnale d’allarme che la natura invia ormai da troppo tempo ad un’umanità, ahimè, spesso sorda. Metallo, marmo, ceramica o vetro sono gli elementi che sostanziano la produzione di molti di loro, laddove si riscontrino anche ricerche artistiche vissute nelle pratiche di recupero o nell’utilizzo di materiale plastico e industriale. Linee e volumi astratti si incontrano con immagini figurativamente identificabili, che appaiono quasi come personaggi fiabeschi immersi in scenari dal sapore onirico. E se per alcuni è imprescindibile la riflessione sulle tragedie che la popolazione de L’Aquila e dell’Abruzzo hanno vissuto nel recente passato, altri usano quell’humus culturale che la propria terra di origine offre per lanciare lo sguardo oltre, come un messaggio che parli all’umanità intera. Chi trova soluzioni formali a un profondo interesse e intensa riflessione su aspetti filosofici ed esistenziali incontra chi sviluppa esiti plastici su elementi essenziali del fare e comporre in scultura. Origini, tradizioni e culture, sociali o religiose, si incontrano in questo ensemble, in cui non c’è timore di far affiorare pratiche e ricerche specifiche, ché nell’insieme delle differenze è la ricchezza dei popoli.
Così come l’Orto Botanico raccoglie specie rare e diverse per mantenerle, preservarle e promuoverle nello studio, ugualmente la polifonia di intenti ravvisabili nelle opere che compongono la mostra vuole significare e restituire la multiforme ricchezza del patrimonio creativo umano. E questa varietà è forse proprio simbolo di quel legame, spesso inosservato ma solido e indissolubile, che ricongiunge l’umano al naturale.
Perché “natura” non designa quel che precede l’attività dello spirito umano, né ciò che si oppone alla cultura, ma ciò che permette a ogni cosa di nascere e divenire, il principio e la forza responsabili della genesi e della trasformazione di qualsiasi oggetto, cosa, entità o idea che esiste, è esistito o esisterà. (Emanuele Coccia, La vita delle piante, 2020)
Giulia Del Papa